DIMENSIONE ANIMALE BERGAMO
Associazione di volontariato senza fini di lucro
Ultimo aggiornamento: Marzo 2010
SPIKE
Perla in canile


La storia di Split (ora “SPIKE”) è la conferma che un lieto fine può esserci davvero per tutti…

Split è un cane anziano, forse non particolarmente attraente motivo per il quale in tutti questi anni è sempre stato ignorato da chi si recava al canile in cerca di un nuovo compagno a 4 zampe. Split ha visto tanti compagni di sventura lasciare il canile e il suo turno sembrava non arrivare mai… Split si stava rassegnando, il suo sguardo era sempre più triste e dopo le passeggiate si rifiutava di rientrare nel box. Dovevamo accompagnarlo in braccio e, mentre lo salutavamo, promettergli che il suo turno sarebbe presto arrivato. E così è stato…

Mercoledì scorso Paola è venuta in canile, alla ricerca di un cane bisognoso. Ha fatto il giro dei box, ha incontrato un sacco di sguardi supplichevoli e non sapeva proprio chi scegliere. Poi ha visto Split, dopo due minuti mi ha detto “è lui, lo porto a casa”. Non ha avuto alcun dubbio. Ora Split vive in un giardino immenso con mamma, papà e due fratellini pelosi: una cucciola di 6 mesi e un bel micio.

Guardate la foto di Split ora, il suo sguardo è cambiato… Illuminato nuovamente dalla serenità e felicità che gli sono mancate per tanti, troppi anni.

Split è rinato.

Grazie mille a Paola che non ha avuto dubbi e l’ha scelto, l’ha salvato. Nonostante i suoi 12 anni. Purtroppo la gente si fa ancora spaventare dall’età avanzata dei cani, a volte. Quando Paola mi chiama mi dice sempre “io e mio marito ancora ci chiediamo come mai nessuno l’abbia scelto in questo anni. È un cane splendido!”

GRAZIE PAOLA PER IL GRANDE REGALO CHE HAI FATTO A SPLIT


Carla, la mamma di Artù, scrive questo di lui dopo pochi giorni dall’adozione:“Artù è così intelligente che oggi è uscito senza guinzaglio. Ha già imparato a venire da me quando fischio. Sa anche sedersi quando glielo chiedo. Troppo bravo! Grazie tante per avermelo proposto, anche Willy è felice perché giocano spesso insieme”

Un abbraccio enorme ad Artù da parte di tutti noi e un GRAZIE a Carla.

Le volontarie

ARTù


Gigia fa parte del gruppo di cani del sequestro di sotto il monte… è una  dei 20 cani salvati da un posto orribile dove le botte e i maltrattamenti erano il loro pane quotidiano. Gigia è arrivata in canile magrissima, debilitata, priva di forze e di voglia di vivere. Guardatela ora, a distanza di due anni dal sequestro: Gigia sta benissimo, ingrassata, serena e finalmente libera.GIGIA ce l’ha fatta grazie ad una brava mamma l’ha salvata e curata e che noi non finiremo mai di ringraziare!Ora sono rimasti 8 cani da salvare, dei 20 sequestrati… non sono tanti!!! Aiutateci a trovare per tutti loro una casa!!

GRAZIE

GIGIA


Era lì a guardarmi dallo schermo luminoso del computer. Da una delle tante mail di Laura, volontaria appassionata, coraggiosa, indomita. Gigio era uno dei cani del sequestro della cascina di Sotto il Monte, finito al canile di Verdello. Botte e fame tutta la vita. Mai visto uno sguardo così. Gli occhi del cane bastonato, occhi che tagliano, che fanno mancare il respiro. In due minuti la decisione: sabato vado a conoscerlo in canile. L'appuntamento con Laura in  quel pomeriggio bollente di luglio. Lui in un box coperto, illuminato artificialmente. Immobile, assente, talmente terrorizzato da non ruotare nemmeno i bulbi oculari. Da non guardare nessuno negli occhi. Ne aveva viste e subite troppe Gigio per voler vivere ancora. Autismo totale. Aveva anche preso una fucilata in un orecchio. Non si alzava, non camminava. Sporchissimo, una brutta dermatite sul dorso che l'aveva quasi completamente spelato. Due telefonate e la decisione di portarlo via subito.
L'abbiamo caricato a braccia in auto. Non si muoveva. Poi il rifugio. E il suo stare rannicchiato in un angolo del nuovo box, totalmente assente. Nemmeno se ti sedevi in silenzio vicino a lui ti guardava. Mangiava solo quando era da solo. Gli occhi colmi di un dolore silenzioso che non si faceva scalfire. Chissà se mai ce la farà a tornare a vivere a uscire da quell'abisso di paura. Poi la pubblicazione del suo appello su una rivista. Sapevo che a quei due occhi tante persone non sarebbero rimaste indifferenti ma non sapevo che miracolo stava per succedere. Non sapevo che Gigio e io presto avremmo incontrato Andreina e Nino, due cuori unici, tanto pieni d'amore e di generosità da non poter nemmeno essere descritti. Andreina mi telefona tre volte in una settimana. Lo vuole. Le spiego in che condizioni è. Mi dice che lei e il marito Nino  lo stanno aspettando, cuccia pronta e cuore aperto. Glielo porto. Porto loro questa statuina di marmo. A braccia
lo trasportiamo in casa. Si siede sotto le scale al fresco, muto e immobile. Nei giorni successivi rimaniamo in contatto. Al secondo giorno Nino e Andreina mi dicono che si è alzato, ha fatto le scale ed è arrivato in cucina all'ora della pappa. Dopo una settimana dormiva in cuccia e passeggiava con Nino senza nemmeno bisogno del guinzaglio. Dopo dieci giorni giocava come un matto con Nino e con i gatti. Sono andata a trovarli dopo due mesi. Gigio, che si chiama Romeo, era una  teppa senza precedenti, un cucciolo scatenato, di un'intelligenza formidabile. Aspetta Andreina a casa con la ciotola in bocca e se la ciotola scivola sul pavimento mentre mangia, si aiuta incastrandola in un angolo della stanza. Adora andare in giro con il suo Nino in camioncino e correre con lui nei campi di mais vicino a casa dove insegue tutto felice i leprotti. Nino e Andreina sono felicissimi e la cosa incredibile è che continuano a ringraziarmi per averglielo portato.
Ma sono io che devo ringraziare loro per la grande, incomparabile lezione d'amore che mi hanno dato e per l'amore che regalano a questa creatura stupenda. Vi voglio bene Nino e Andreina.
Giorgia

GIGIO
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Ciao Ilaria,
scusa se rispondo solo ora ma, un pò il lavoro ed un pò Trilli che ORMAI dà da fare!!!!
è diventata vivacissima, distrugge coi denti tutto quello che incontra, comprese le mie caviglie e quelle del mio fidanzato e del suo cane Otto...che sono diventate LE SUE OSSA PREFERITE.
é simpaticissima e ruffiana; nel mio palazzo, in cui vivono tutti pensionati bisognosi di attenzioni,la adorano e sperano sempre di incontrarci per le scale.
Stiamo andando a scuola per imparare un pò di buone maniere e gli addestratori (che naturalmente si sono innamorati di lei) mi hanno detto che non è finita quì, diventerà ancora più vivace.
Ti mando una foto, è un pò più vivace o nò?!?!?!
Mi fà piacere che mi chiediate di Trilli, vuol dire che siete persone molto motivate, i canili hanno bisogno di persone come voi.
Grazie di tutto, alla prossima foto

PRIMA...
DOPO!!

Vi ricordate di Orso? Sono mesi e mesi che chiediamo aiuto per lui, Orso ha passato 7 anni rinchiuso in un box di un canile di due metri per tre, senza mai uscire, mai, poi un’anno e mezzo fa, l’abbiamo trasferito in un altro canile, ma non ci siamo mai dimenticate di lui, i suoi occhi erano fissi nel nostro cuore. E qualche giorno fa, finalmente una chiamata vera, la Signora Chiara di Ivrea, con un cuore grande, ha scelto di aiutare lui e di mettergli a disposizione il suo giardino e la sua pazienza, perché Orso possa ritornare a vivere. Il contatto con il nuovo canile, la dissuasione, è un cane difficile, mordace, non va d’accordo con i maschi, impossibile da prendere o da trasportare, inadottabile, doveva morire lì. Ma né noi né la signora ci siamo fatte impressionare, siamo partite, Laura e Ilaria di “Dimensione Animale Bergamo” e la signora da Ivrea, e tutte insieme siamo salite per prenderlo, ancora due ore di strada. In 10 minuti il piccolo è stato fatto salire nel trasportino, è stato buonissimo per tutto il viaggio, quelli che vi regaliamo sono i suoi occhi che ci guardano. Ieri è arrivato nel suo primo giardino, dopo 9 anni senza mai, mai uscire da un box Orso cammina sull’erba e profuma le piante da frutto. La signora gli ha già messo il collare e ieri l’ha spazzolato tutto, nessuno lo aveva mai fatto. Incomincerà a poco a poco a portarlo nel cortile con il guinzaglio, nella speranza che finalmente il mondo si apra anche per lui. Con l’altro maschio si stanno conoscendo, ma Orso non è per niente aggressivo, anzi, è timidissimo e tutto lo spaventa, scappa a nascondersi per ogni rumore, si vede che finora non ha mai avuto contatti con il mondo e con gli uomini, non conosce nulla. Se proprio l’altro maschio non dovesse accettarlo resteranno divisi e Orso avrà comunque a disposizione coccole, amore e un piccolo giardinetto con gli alberi. Se invece dovessero andare d’accordo tutta una nuova vita si aprirà per questo cane che all’età di 11 anni sembra ridiventato bimbo. Vi abbiamo raccontato questa storia perché anche per i cani più anziani, per quelli più difficili c’è sempre una speranza, la possibilità di un inizio nuovo, non importa l’età, non importano le paure, e negargliela per il nostro egoismo, perché preferiamo non rischiare e saperli al sicuro nel loro box, la loro prigione, vuol dire non guardarli negli occhi, non leggere la loro disperata richiesta d’aiuto, con cui ci implorano di una vita, non importa l’età, non importano le paure, loro ci chiedono una vita. Orso adesso è felice, ci avete aiutato tutti per lui, grazie a tutte le ragazze che hanno sempre pubblicato il suo appello, alla volontaria che l’ha fatto pubblicare fisso a pagamento a sue spese su Kiji, a Laura e Ilaria che prendendo permessi di lavoro hanno affrontato un lungo viaggio per andarlo a prendere e infine a Chiara, che non si è fatta fermare dai “NO” “E’ IMPOSSIBILE”, “NON SI PUÒ ADOTTARE” del canile.
Va’ piccolo Orso, si può sempre rincominciare a vivere.
Sarai sempre nei nostri cuori. Le volontarie.