4. Sterilizzare... Perchè?

STERILIZZARE... PERCHè?

Nella nostra nazione il vocabolo “sterilizzazione” crea ancora reazioni psicologiche di disagio da parte di molte persone, poiché vedono l’intervento come un atto arbitrario da parte dell’uomo, atto che va a snaturare l’intera esistenza dell’animale, trasformandolo in un essere triste, grasso ed apatico. E’ bene chiarire che l’animale non ha la consapevolezza della sessualità che è tipica nella vita adulta dell’uomo. Gli umani associano alla sessualità l’affettività e il desiderio di instaurare relazioni più o meno stabili con un proprio simile. La maggior parte degli animali non è monogama ed esercita la sessualità come puro impulso all’accoppiamento, volto alla riproduzione ed alla conservazione della specie. Tali impulsi si manifestano solo in determinati periodi dell’anno, quando le femmine entrano in estro, ovvero lanciano ai maschi del circondario speciali segnali olfattivi (le “mestruazioni”) che denotano la propria disponibilità alla riproduzione. In questa fase non tutti i maschi riusciranno comunque ad accoppiarsi, perché prevarranno, spesso a seguito di scontri furibondi, solo i più forti e i più sani, per garantire una discendenza sana e robusta. Al di fuori della stagione degli amori, invece, gli animali non manifestano alcuna predisposizione o interesse all’accoppiamento. Tra gli animali non monogami si annoverano il cane ed il gatto.

 I maschi, durante la stagione degli accoppiamenti, non sono esattamente “felici”: spesso cessano di nutrirsi, si lamentano in continuazione, vagano irrequieti senza più curarsi dei pericoli, presentano ferite, alle volte anche gravi, riportate durante gli scontri per garantirsi la femmina, spesso scappano, finendo investiti o perdendo definitivamente la strada di casa, oppure contraggono malattie per via ematica tra cui, per i gatti, la temibile immunodeficienza felina, ovvero una forma di AIDS trasmissibile solo tra appartenenti alla stessa specie, che provoca l’insorgere di numerose patologie collaterali.. Non c’è quindi nulla di romantico nella stagione degli amori dei nostri beniamini: essi seguono solo impulsi istintivi e privi di qualunque affettività. Per non parlare poi degli esiti, ovvero del proliferare di cucciolate indesiderate che spesso vengono soppresse nei modi più fantasiosi: cuccioli affogati o soffocati nei sacchetti di plastica, altri abbandonati nei cassonetti della spazzatura, altri ancora gettati dai finestrini di auto in corsa. I padroni più organizzati poi abbandonano direttamente la femmina incinta, così il problema viene risolto alla radice. Questi sono solo alcuni esempi tratti da fatti di cronaca realmente accaduti.

Inoltre, un rapido calcolo. Una femmina di cane o di gatto partorisce in media sei cuccioli (di cui circa la metà femmine!). Ipotizzando una sola cucciolata all’anno, cosa che non sempre avviene, ne deriva che da un’unica femmina di cane/gatto dalla vita media di dieci anni discendono 486 cani/gatti, ovviamente in cerca di famiglia! E se a questi, moltiplicati per il numero di femmine esistenti, si sommano i circa 300,000 cani abbandonati ogni anno sul territorio nazionale, per non parlare dei gatti, stimati intorno ai 600,000, si può ben capire quali proporzioni abbia il fenomeno della prolificazione incontrollata e, di conseguenza, l’importanza della sterilizzazione.

Ed ancora.

L’Ordine dei Veterinari ha voluto sottolineare che l’intervento chirurgico di sterilizzazione o castrazione è assolutamente privo di pericoli, che gli animali operati sono del tutto uguali a quelli sterilizzati e che non è assolutamente vero che la femmina debba fare almeno una cucciolata nella sua vita.

Ma non solo...

Non dimentichiamo l’aspetto terapeutico della sterilizzazione. E’ ormai dimostrato che la sterilizzazione precoce delle femmine riduce sensibilmente la comparsa di tumori della mammella e di piometra (grave infezione dell’utero spesso mortale), oltre all’insorgere di gravidanze isteriche, mentre nei maschi la castrazione previene le neoplasie della prostata, il contagio di malattie contraibili durante le lotte con gli altri maschi e, nei soggetti particolarmente predisposti, tende a placare l’eccessiva aggressività e la tendenza a marcare il proprio territorio con le urine.

 

Un mito da sfatare:

Ancora numerose persone credono che prima di sterilizzare una cagna, sia fondamentale che questa abbia almeno una cucciolata… questa è una credenza “popolare” priva di qualsiasi fondamento medico. Anzi, una gravidanza e la successiva crescita dei cuccioli sono fasi molto delicate per una cagna, che potrebbe anche incorrere in problemi di salute. Studi effettuati hanno dimostrato che solo sterilizzando un cane femmina prima dell’insorgenza del primo calore, si riduce notevolemente il rischio di insorgenza di tumori mammari.
Inoltre, permettendo alla cagna di avere una cucciolata, verranno al mondo altri cani a cui sarà poi difficile trovare casa e magari da adulti andranno a popolare i già sovraffollati canili.Per quanto riguarda l’aspetto caratteriale molti temono che l’animale operato diventi apatico ed obeso. Non è scontato che questo debba accadere. Certo, dopo l’intervento è bene non cambiare le abitudini dell’animale e tenerlo comunque stimolarlo al gioco e nella partecipazione alla vita familiare. La ciotola va sempre riempita con le quantità usuali, eventualmente riducendole leggermente se ci si dovesse accorgere che l’animale tende a ridurre l’esercizio fisico. Il proprio veterinario di fiducia sarà comunque in grado di consigliare la giusta razione per il singolo soggetto.

STERILIZZAZIONE =

Meno randagismo,

prevenzione del sovraffollamento dei canili,

abbassamento del rischio di malattie, a volte anche mortali,

no gravidanze isteriche,

per i maschi  meno rischio di fuga e quindi di morte per incidente stradale,

SE LO AMI, LO STERILIZZI

 

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